Le origini del softair si fanno generalmente risalire al Giappone alla fine degli anni ottanta. In quel paese infatti la legislatura rigida in materia di armi da fuoco portò alcune intraprendenti imprenditori a produrre riproduzioni di pistole e fucili veri in modo tale da assecondare la passione per il tiro e per le armi di molti giapponesi. Non si sa come e non si sa quando esattamente ma qualcuno da qualche parte nel mondo cominciò a pensare che sparare contro sederi in movimento fosse di gran lunga più divertente che tirare a dei bersagli di carta o a dei bicchierini di plastica immobili. Nacque così il softair, o airsoft che dir si voglia.

In Italia il softair cominciò a essere conosciuto nei primi anni novanta. In quegli anni si sentiva parlare di mitici giocatori che ai limiti della legge si rincorrevano per i boschi di qualche montagna al confine italiano con la Svizzera.

Il softair è tecnicamente una simulazione di guerra svolta tra piccoli gruppi.

E' un avvincente sport consistente nella simulazione di missioni e combattimenti, nel quale si usano delle armi "sportive" (principalmente elettriche, o a gas).

I giocatori sono generalmente divisi in due squadre di dieci o quindici elementi, talvolta contraddistinti dal tipo di abbigliamento, e ciascun team ha un proprio obbiettivo da raggiungere che tipicamente è una bandiera.

Per praticare il Soft Air occorrono fondamentalmente alcuni accessori : una mimetica, degli occhiali protettivi e la propria ASG (Air Soft Gun); il resto dell'attrezzatura può dipendere dalle "Missioni" (viveri, binocolo, torcia, corda, ecc.).

Le ASG possono avere una gittata max di circa 60 metri, le raffiche variano dai 600 agli otre 1000 colpi al minuto (armi elettriche), in base al tipo usato. I proiettili hanno un diametro di 6 mm, sono in plastica biodegradabile o in cera ed hanno un peso che varia dai 0.12 gr ai 0.33gr.

I giocatori si dividono generalmente in due o più squadre le quali devono raggiungere uno o più obbiettivi.
I giochi possono essere innumerevoli, e possono variare con la fantasia e la capacità di strategia di chi li organizza.

Le più dure sono quelle classificate come "hard softair" che durano almeno 24 ore e per partecipare alle quali è necessario conoscere alcune tecniche base di survival, tecniche di orientamento, avere l'attrezzatura adatta ma anche una certa preparazione fisica visto che questo tipo di partite risultano essere talvolta parecchio pesanti e durante le quali si percorrono diversi km a piedi.

Quando passione e strategia si incontrano i giocatori trasformano il gioco in una vera e propria "storia" da mettere in scena.
Sono considerati validi (nemico morto) i colpi portati a segno su qualsiasi parte del corpo, sull'arma e su tutto quanto si indossa e deve essere lo stesso giocatore colpito a segnalare che il colpo è andato a segno. E' quindi ovvio che la lealtà è un requisito fondamentale in questa disciplina sportiva.

Raccordati!!!

Cosa che non bisogna mai dimenticare è la segnalazione presso le Forze dell'Ordine delle giocate al fine di evitare spiacevolissimi inconvenienti e malintesi "per esempio ritrovarsi circondati dai Carabinieri con i mitra spianati,  ecc. ecc. ecc.".